La Principessa del Do  (Alfelf 1999)

 

 Tempo fa, in un’epoca molto poco pacata -credi a me

c’era un re in un’isola ch’era isolata assai -come no!

ti dirò, l’immagine ormai sembra immaginaria, più che realtà

fatto sta che un drago blu aggrediva ogni persona  che andasse là

 

perché sapeva che nel castello viveva

la Voce del Do, la Fanciulla del Do

che così la chiamò la Regina la figlia del re

 

poiché un dì, cantandole una nuova ninna nanna “dormi do”

lei provò a ripetere la sillaba finale e lì per lì

rifiorì ogni rosa che avvizziva nel roseto -pensa tu!

e il drago blu, saputolo, la voce prodigiosa volle per sé

 

Qui c’è il cielo che c’è, c’era il cielo che c’era,

anche quello era blu, però il drago di più

osò dare del tu perfino alla regina ed il re

 

Quindi lui, così parlò, parecchio prepotente (altroché!)

“Dammi, o re, la figlia tua o tutto il territorio brucerò!”

disse “no, “ non solo il re ma il popolo al completo “via di qua,

o sarà l’esercito dei miei fedeli che ti scaccerà!”

 

Però alla sua mercè c’era un cielo di cera,

il suo fuoco soffiò e la speranza sfumò,

ma  poi gli si parò, quella dolce sirena cantò,

cantò la Principessa del Do

 

E lui si innamorò, e il suo fuoco richiuse

Nel suo cuore che prima lo generò;

Quello che non so è come una voce

Le fiamme del cuore dominare può

E il drago sfavillò

In un lampo che dopo in un lampo passò

 

E la vita lasciò, ma non era dolore

quel lampo che poi come un lampo passò;

il suo cuore bruciò, ma di fiamme d’amore però,

sì, d’amore quel cuore avvampò

 

Sì,  lui si innamorò, ed il fuoco richiuse

Nel cuore suo che prima lo generò;

Quello che non so è come una voce

Le fiamme del cuore dominare può

E il drago sfavillò

In un lampo che poi come un lampo passò

 

e una lacrima blu

pianse la Principessa del Do…

 

 
 

 

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